Anche alle api piace il caffè

La ricerca, condotta dal team di Geraldine Wright per l’Università di Newcastle, ha voluto indagare i segreti dell’impollinazione, cercando di capire perché le api siano attratte più da alcune varietà di fiori che da altre e quali siano le caratteristiche che le spingono a una così operosa attività. 

Si è così compreso come alcune piante rilascino degli odori simili al partner in fase di accoppiamento, ma il dato emerso con più prepotenza è l’esistenza di vere e proprie droghe a cui le api sarebbero assuefatte e di cui, ovviamente, il regno vegetale approfitta per assicurarsi la sopravvivenza.

Fra queste, il gruppo di lavoro ha scoperto una particolare predominanza della caffeina. I livelli di assunzione non sono tossici per le api, anche perché le piante ne producono in quantità minime, quindi nei prodotti delle api – il miele, fra tutti – la caffeina non è rilevabile. Eppure funziona come una vera e propria droga, per convincere gli insetti a saltellare da un fiore all'altro e trasportare il polline. Dopo aver analizzato diversi vegetali amati delle api, il team ha ricreato in laboratorio due bacini di approvvigionamento: uno con acqua e zuccheri e l’altro con acqua, zuccheri e caffeina. Le api, dimostrando così uno speciale effetto memoria, hanno marcato una netta preferenza alla caffeina – con un tasso di 3 a 1 – e ad attrarle sarebbe principalmente l’odore. 

Last modified on: Giu 08, 2017
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